Ascoli Picchio 1898 :Cacia presenta il match con l’Avellino

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Daniele Cacia ha fatto il punto della situazione in casa bianconera tornando alla gara di Crotone di sabato scorso e proiettandosi al prossimo match interno con l’Avellino:

 

 

“La sconfitta col Crotone non ha cambiato le carte in tavola e neppure la nostra determinazione a raggiungere questa salvezza, anzi siamo più agguerriti perché vogliamo ripartire subito, il morale della squadra è alto e sabato sappiamo che ci aspetta una gara non fondamentale, ma  ultra fondamentale per il nostro traguardo. La sfida col Crotone era proibitiva, d’accordo, ma sabato non dobbiamo sbagliare; come avevo già detto in occasione della partita  col Modena, ribadisco che dobbiamo affrontare la gara con grande intelligenza perché sarà importante vincere, ma ancor più non perdere. L’Avellino è una buonissima squadra, composta da giocatori di livello, penso a Castaldo o Tavano, i primi due che mi vengono in mente, ma ce ne sono tanti altri importanti. Rispetto alla gara di andata ci sono tante differenze: per quanto riguarda noi, ci sono un ambiente e un Mister nuovi, giocatori diversi; l’Ascoli era un cantiere aperto, in piena rivoluzione e quando è così non sai mai se i frutti saranno positivi o negativi; se guardiamo i risultati in quella fase è facile pensare che i frutti siano stati negativi perché non riuscivamo ad esprimere quello che avremmo dovuto”.

 

 

Sul suo rapporto con i tifosi: “Ascoli è una città che vive di calcio, te ne accorgi subito quando arrivi in una piazza così anche se non sono il tipo che va molto in giro perché amo trascorrere il tempo libero con la mia famiglia; come in tutti gli ambienti caldi è normale che le aspettative siano alte. Personalmente ambienti così mi piacciono molto perché ho bisogno di sentirmi utile e importante e forse la penso così perché ho giocato anche in piazze in cui vincere o perdere non cambiava molto. Con la tifoseria si è creato un bel feeling, un rapporto anche simpatico se penso al “siparietto” che facciamo a fine partita con loro. E l’esultanza al secondo gol sul Modena è stata istintiva, ho fatto quello che sentivo, sono un tipo schietto e  il mio è stato un gesto reale senza secondi fini; sono stato contento perché ho regalato ai tifosi una gioia che aspettavano e che anche io aspettavo. Spero non sia stata l’ultima…”