Convegno “Lo Sport che Unisce”, presentato il convegno ad Ascoli Piceno

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Il convegno “LO SPORT CHE UNISCE”, è stato organizzato dall’APM, Associazione Paraplegici delle Marche (il cui Presidente è ROBERTO ZAZZETTI) con la collaborazione delle Associazioni:

 

  • PICENA NON VEDENTI, nella figura del Presidente Marco PIERGALLINI, del Dirigente Francesco APOSTOLI e dell’allenatore Giovanni PALUMBIERI;
  • AMICI DISPARATI, nella figura del presidente e della madre dell’associazione Albarosa CLERICI;
  • POLISPORTIVA AMICACCI GIULIANOVA, nella figura del Presidente Edoardo D’ANGELO
  • USR per le MARCHE, A.T. di AP e FM, nella figura del Dirigente, Carla SAGRETTI.

ed è rivolto a tutti i tecnici, associazioni sportive e studenti delle scuole secondarie di II grado.

Tra i Partner, ricordiamo:

  • Il COMUNE di ASCOLI PICENO;
  • Il COMITATO ITALIANO PARALIMPICO (CIP) della Regione Marche;
  • FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi);
  • FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali);
  • FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap);
  • FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici);
  • UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti);
  • STUDIO D’ARTE (Schinchirimini);
  • ASSOCIAZIONE TRIRIDE;
  • ASSOCIAZIONE GREEN PARK – IL PICCHIO.

Perché…”Lo sport ha il potere di unire le persone come poco altro può. Lo sport può creare

RELATORI

  • Marco BORZACCHINI
  • Serafina OLMO
  • Roberto ZAZZETTI
  • Luca SAVOIARDI
  • Sandro DI GIROLAMO

GRANDI SPORTIVI

Oney TAPIA e Veera KINUNNEN

Immacolata CERASUOLO

Andrea ACCORSI,

Simone DE MAGGI,

Fabio RAIMONDI

La volontà di realizzare il convegno “LO SPORT CHE UNISCE”, nasce dalla convinzione chen lo sport può essere strumento sostanziale per favorire il processo di inclusione.

Le attività motorie e sportive sono alla base dello sviluppo globale di una persona e per questo motivo fungono da stimolo per riacquistare abilità perse o mai sviluppate.

Le persone disabili possono usare lo sport come occasione per padroneggiare meglio il proprio corpo, migliorare la propria identità, attraverso un confronto sportivo, leale ed aumentare la fiducia in se stessi.

Perché la partecipazione di 200 studenti?

L’obiettivo centrale della scuola è, la formazione della persona in tutte le sue componenti di valore, intellettuali, fisiche. L’equilibrio tra queste componenti facilita uno sviluppo armonioso del corpo e della mente. Ecco perché l’educazione attraverso lo sport, la maturazione di un’autentica cultura sportiva deve pienamente entrare a far parte dell’offerta educativa e della partnership tra scuola e famiglia.

L’educazione attraverso lo sport deve servire a combattere la dispersione scolastica, le varie forme di disagio giovanile e i tanti rischi di esclusione sociale che minacciano i giovani.

L’aspetto determinante delle attività e degli ambiti riservati alla materia deriva dunque, oggi, soprattutto dalla necessità formativo-educativa di attribuire un forte significato ai processi di interazione fra i linguaggi della mente ed i linguaggi del corpo. Questo al fine di abbattere la tradizionale barriera fra i processi cognitivi ed emozioni e fare emergere un’idea di persona che consideri ogni allievo con “totalità antropologica”, da rispettare sempre e alla cui formazione e al cui equilibrio dinamico possano concorrere la componente logico-relazionale, quella affettivo-sociale e quella percettivo-motoria.

La nuova formula dello sport a scuola, anche per analogia con le simili iniziative europee, necessita che l’attività sportiva non sia occasione fortuita ma divenga reale diritto di ogni studente. A tale scopo, e al fine dell’arricchimento e dell’ampliamento dell’offerta formativa, si dà particolare rilievo a quelle iniziative che contribuiscono a promuovere e diffondere le attività motorie e sportive. Inoltre, si intende i sviluppare un nuovo modello organizzativo che possa garantire una adeguata partecipazione a tutti gli studenti, riservando una particolare attenzione alla pratica sportiva riferita ai giovani con disabilità.

Con l’auspicio che lo sport non sia soltanto una sfida alla formazione di campioni, ma un’occasione straordinaria per fornire a tutti i ragazzi e le ragazze occasioni di realizzazione, oltre i risultati e successi sportivi che potranno raggiungere.