FISPIC, GRANDI EMOZIONI PER L’INCONTRO CON MATTARELLA

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Giornata storica per la nostra federazione. Oggi pomeriggio il Presidente della Fispic Di Girolamo ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Grandi emozioni allo stadio dei Marmi di Roma, dove Mattarella è stato accolto dal presidente del Coni Giovanni Malagò, dal presidente del Cip Luca Pancalli e dal ministro dello Sport Luca Lotti.

Un pomeriggio indimenticabile per il mondo dello sport, dal momento che in passato nessun Capo di Stato aveva mai visitato la sede del Coni. Insieme al presidente della Fispic Di Girolamo c’era Paul Eghaghe Osarobomwen Iyobo, 15enne calciatore non vedente dell’Ac Crema 1908 Asd, società affiliata alla Federazione. L’evento, trasmesso in diretta da Rai Sport, ha visto la partecipazione di tantissimi rappresentanti dello sport italiano, tra i quali gli atleti vincitori di medaglia alle Olimpiadi come Elia Viviani (ciclismo), Diana Bacosi (Tiro a Volo), Niccolò Campriani (Tiro a Segno) e Fabrizio Donato (Atletica), oltre ad alcuni campioni della Walk of Fame: Lea Pericoli, Nino Benvenuti, Giacomo Agostini, Gianni Rivera, Dino Meneghin e Gabriella Dorio. E poi Alex Zanardi, Bebe Vio, Paolo Maldini, il ct della nazionale italiana di calcio, Gian Piero Ventura, e della pallavolo maschile, Gianlorenzo Blengini. Presenti anche tutti i presidenti delle Federazioni sportive nazionali e paralimpiche, delle Discipline sportive associate, delle associazioni benemerite, degli Enti di promozione sportiva e dei comitati regionali. Questi alcuni passi del discorso pronunciato da Mattarella. “Chi si impegna per lo sport – ha detto il presidente della Repubblica – chi lo diffonde, aiuta l’intero Paese. Sbagliano quanti, con qualche snobismo, lo considerano marginale nella vita sociale, come un tempo di ricreazione. Lo sport è, invece, una leva di grande efficacia sul piano sociale, culturale, educativo, con rilevanti ricadute economiche”. Inoltre, Mattarella ha sottolineato la “funzione educativa dello sport affinché allontani violenza e razzismo, due aspetti che vanno “ripudiati, con severità e senza paure. Lo sport deve aiutare l’integrazione di chi rischia la marginalità, far crescere solidarietà nell’impegno comune: lo sport può trasmettere questi messaggi, praticandoli e manifestandoli di fronte alla grande attenzione che gli dedicano i nostri concittadini”.