Mister Aglietti a tutto campo prima di Ascoli-Hellas Verona

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A meno di ventiquattr’ore dalla partita col Verona, Mister Aglietti in conferenza stampa ha parlato del momento della squadra, dello stato di salute dei suoi calciatori e dell’avversario, definito dal tecnico come probabilmente il più forte della Serie B.

“Le prestazioni sono importanti perché spesso attraverso buone prove si arriva al risultato, ma noi attualmente non riusciamo a muovere la classifica. Finora non abbiamo demeritato, ma le gare non sono andate come volevamo a volte per episodi, altre volte per mancanza di cattiveria sotto porta, altre ancora per mancanza di un pizzico di fortuna.

Col Verona sarà una gara molto difficile contro una squadra con un organico importante e che probabilmente è la più forte del campionato, dovremo essere bravi a giocare con grande intensità, dovremo aggredirli e sfruttare le situazioni che ci capiteranno. Una vittoria domani potrebbe sbloccarci sotto tutti i punti di vista. Pazzini? Il Verona non è solo lui, ci sono tanti giocatori importanti; Pazzini lo conosco bene, è un leader e non soltanto per i gol che realizza. In Serie B non ci sono gare scontate ed entreremo in campo per vincere, come sempre, a prescindere dall’avversario; ogni partita può riservare una sorpresa; il Verona è in un momento positivo, reduce da tante vittorie consecutive e magari questo potrebbe far sì che vengano ad affrontarci con più tranquillità e con quel  pizzico di sicurezza in più che dobbiamo sfruttare a nostro favore. Difesa loro punto debole? Può essere, spingono molto con i due terzini, sono molto alti, è un tema tattico da sfruttare. Forse il Verona è la squadra giusta da incontrare in questo momento, la squadra ideale per triplicare le forze e ottenere il risultato.

Fa piacere avere la fiducia dell’ambiente, della società e dei ragazzi, ma mi ‘girano le scatole’ per non aver ottenuto qualche risultato in più; da parte mia c’è la voglia di vivere una stagione tranquilla, non sarà semplice, ma questa piazza merita tanto, merita di competere sul altri livelli, che magari in futuro si raggiungeranno; chiedo di avere fiducia non solo in me, ma anche nella squadra e nella Società, i ragazzi meritano di essere sostenuti perché col sostegno dei tifosi possiamo ottenere di più.

Cacia e Giorgi? Ho grossi dubbi perché hanno ancora qualche problemino. Hanno una grande voglia di giocare e di mettersi a disposizione della squadra, segno dell’attaccamento che hanno per questa maglia; Giorgi sta recuperando, anche se  ieri ha avuto un piccolo risentimento; Cacia oggi ha provato con la squadra. Mettere dentro giocatori che non sono sicurissimi di essere a posto è sempre un rischio. Però ci sono ancora ventiquattr’ore di tempo, parlerò con i diretti interessati e col Dottore e valuteremo insieme.

Perez/Favilli? Vediamo, il primo obiettivo è di recuperare Cacia; comunque sia Perez che Favilli hanno giocato una volta a testa e, per voglia e cattiveria, hanno fornito discrete prestazioni, è chiaro che un attaccante viene valutato per i gol che fa, ma non si può neanche buttare la croce addosso a loro.

Addae? Ha caratteristiche diverse da Bianchi, non si può chiedergli di fare il lancio illuminante o di dettare i tempi alla squadra, è un giocatore fisico che a Novara ha fatto bene quello che gli era stato richiesto e che serviva in quella gara. Domani Cassata è squalificato, alcuni ragazzi sono rientrati dalla Nazionale con qualche acciacco, Giorgi sta così così, quindi, se giocheremo a tre, potrei riproporre lo stesso centrocampo di Novara.

Da chi mi aspetto qualcosa in più? Da tutti, quando dico che tutti devono meritarsi il posto, non va interpretato come una minaccia, ma significa che chi non gioca deve stare col fiato sul collo di chi scende in campo e chi gioca deve fare ancora meglio e qualcosa di diverso, più sul piano dell’attenzione che dell’atteggiamento, dato che quest’ultimo non è mai mancato alla squadra. Se dando quasi tutto in campo non riusciamo a fare risultato, allora vuol dire che dobbiamo andare ancora più in là per ottenerlo.

Il modulo? Non sono un integralista del 4-3-3, in altre piazze ho utilizzato anche il trequartista, ma in questa squadra credo che il 4-3-3 sia il modulo che valorizzi al meglio i giocatori; cerco di impiegare i calciatori nel loro ruolo e di dare certezze alla squadra. Usare il trequartista significherebbe non poter impiegare due come Orsolini e Gatto che hanno caratteristiche diverse. Il problema non è il modulo, ma l’interpretazione della fase offensiva”.