PAZZI PER IL CALCIO26/27 AGOSTO 2017 – Campo sportivo di Monterocco /Polo Culturale di Sant’Agostino Ascoli Piceno

Spread the love
“Il calcio”: questo il tema della “due giorni” organizzata dalla Fondazione Libero Bizzarri.
Sabato 26 e Domenica 27 il fenomeno calcio viene affrontato in un’ampia gamma di sfaccettature comprendente sia prodotti video, che testimonianze di protagonisti a vario titolo di ieri e di oggi.
Una scelta in linea con la tradizione della Fondazione che mette al centro tematiche di grande attualità e spessore culturale, illustrate attraverso il linguaggio del documentario, un linguaggio di grande impatto che unisce e presenta artisticamente conoscenze, sentimenti ed emozioni, un linguaggio in grado di cogliere e rappresentare sensibilità, nodi problematici, valori condivisi, aspirazioni, denunce.
 
Questo il programma.
SABATO 26 AGOSTO il calcio è protagonista quale collante allo stato puro, equalizzatore sociale che congiunge poveri e ricchi, “abili” e disabili.
 
  1. ore 18.00 si disputerà una partita tra la Nazionale Italiana Pazienti Psichiatrici e l’Associazione Polisportiva Borgo Solestà – Progetto”Facciamo Goal alla disabilità”, nel Campo sportivo di Monterocco.
L’ iniziativa è realizzata in collaborazione con l’ Associazione Polisportiva Borgo Solestà di Ascoli Piceno.
 
Alle ore 21,15 al Polo di Sant’Agostino, proiezione di “Crazy for football” di Volfango De Biasi (Ita, 2017 73’).
A seguire – Tavola rotonda “Forti e fragili: i disabili e lo sport”
Introduce e modera l’ Assessore alla Persona e Vicesindaco di Ascoli Piceno Donatella Ferretti
Intervengono:
Volfango De Biasi, regista
Santo Rullo, psichiatra
Enrico Zanchini, allenatore
Roberto Zazzetti, Presidente Consulta Regionale per la disabilità e referente Fish Marche
Roberto Procaccini, Associazione Polisportiva Borgo Solestà
Gioia Di Cristofaro Longo, Antropologa Culturale
manifesto programma Pazzi per ilCalcio2
 
Da anni Santo Rullo, presidente dell’Associazione italiana di psichiatria sociale, si batte perché i pazienti affetti da disturbi mentali vengano reinseriti nella società, e uno degli strumenti che ha individuato è il gioco del calcio. In Crazy for Football, Volfango De Biasi parla di calcio e psiche, racconta la formazione della squadra nazionale composta da pazienti psichiatrici che ha partecipato in maglia azzurra ai campionati mondiali del Giappone.
Di Crazy for Football De Biasi rivendica opportunamente non solo la regia ma anche (insieme a Francesco Trento) la sceneggiatura, e questo non perché superimponga al suo documentario una trama preconfezionata, ma perché compie un’operazione di maieutica su tutti i soggetti filmati – i membri della squadra tanto quanto Rullo, l’allenatore Enrico Zanchini e il preparatore atletico Vincenzo Cantatore – che è allo stesso tempo drammaturgicamente intelligente ed eticamente corretta.
Attraverso riprese che non acquistano mai la terzietà emotiva e tagli secchi (il montaggio è di Erika Manoni) che non scadono mai nel pietismo ma scansionano la narrazione con tempi da commedia e da sport movie, De Biasi identifica i ruoli, come fa l’allenatore quando assegna le magliette, e a poco a poco ognuno emerge come motore necessario dell’azione, tanto calcistica quanto cinematografica.
Il passaggio da un ruolo all’altro avviene in maniera cinematograficamente fluida, come il passamano di una staffetta, per consentire allo spettatore di seguire i personaggi senza perdere il filo della “trama”: una piccola accortezza “invisibile” che è il segno di un buon sceneggiatore al comando. A poco a poco conosciamo il portiere e l’ex guardia del corpo, il liceale e il “rosso di Sardegna”, tutti pazienti psichiatrici, ma anche tutti giocatori, e soprattutto persone con un carattere e un’identità non definiti dalla rispettiva patologia.
Una patologia nella quale tutti possiamo scivolare in un attimo, e infatti i giocatori raccontano la propria storia clinica con impressionante consapevolezza come uno scivolone nell’ignoto, un passo falso nell’oscurità.
 
 
DOMENICA 27 AGOSTO il calcio è rappresentato come un grande racconto di passione che coinvolge un pubblico vasto e trasversale. Il racconto del calcio è spesso limitato alla celebrazione dei grandi campioni e delle loro gesta: manca la voce dei tifosi che invece sono elemento portante del sistema. E’ interessante approfondire il loro punto di vista, le loro emozioni e la loro passione
 
Alle ore 21,15 al Polo di Sant’AgostinoASCOLI E I SUOI PROTAGONISTICostantino Rozzi e Tonino Carino
Dall’archivio RaiTeche proiezione di documenti filmati su Costantino Rozzi e Tonino Carino.
Testimonianze di
Piero Travaglini, Francesco Amatucci.
 
Proiezione “Can’t buy me love, la passione non è in vendita” di Andrea Stagnitto (Ita 2017 70’)
Ogni giorno, in tutto il mondo, milioni di persone investono tempo e denaro per seguire la più grande e riconosciuta passione collettiva: il calcio. Nella stagione 2004/2005 il campionato di Serie A è tornato a 20 squadre e da allora le presenze allo stadio sono diminuite del 10,6%.
Il documentario racconta il mondo del calcio senza interpellare calciatori o squadre ma dando voce ai suoi veri eroi, coloro che non sono motivati né dai soldi né dalla fama, ma solo dal cuore: i tifosi. Un lavoro lungo oltre un anno che ha visto la squadra di Social Content Factory impegnata in interviste, confronti e discussioni lungo tutto lo Stivale, con l’obiettivo di raccontare la passione dei milioni di appassionati al nostro sport nazionale, malgrado i molti problemi che affliggono il sistema calcio.
Tra i personaggi intervistati figurano Massimo Gramellini, vice direttore del Corriere della Sera e grande tifoso granata; Paolo Pulici, attaccante del Torino Campione d’Italia nel 1976 nonché unico giocatore italiano ad essere stato capocannoniere della serie A per ben tre volte; Nevio Scala, ex calciatore, allenatore e presidente del Parma; Luca Campedelli, presidente dell’Associazione Calcio ChievoVerona e consigliere della Lega Calcio; Gabriele Ziantoni, giornalista sportivo e cronista dell’emittente romanista Tele Radio Stereo; Diego Piccinelli, ultras del gruppo “Brescia 1911” tra le voci più autorevoli del mondo ultras italiano; Pippo Russo, sociologo, saggista e amante del calcio; Sandrone, tassita romano e storico tifoso della Magica.
Voci e storie diverse animate tutte da una comune passione per il calcio e dalla speranza che un altro calcio sia ancora possibile come nel caso dell’ASD Quartograd, squadra di Quarto (NA) che con un modello di calcio dal basso ha conquistato 4 promozioni in soli 5 anni.
Can’t buy me love vuole dare visibilità alla parte passionale del mondo del calcio che in un’epoca di mediatizzazione completa di questo sport ne risulta esclusa.
 
 
A seguire dibattito sul Tema: Essere tifosi oggi: le nuove normative
Interventi di
Guido Castelli, Sindaco di Ascoli Piceno
Guido Valori, avvocato
Gioia Di Cristofaro Longo, antropologa culturale
 
L’ Iniziativa ha il patrocinio della FIGC ( Federazione Nazionale Gioco Calcio) a sostegno del progetto
“Il Calcio Aiuta” in favore del ripristino delle pratiche sportive nei territori del centro Italia colpiti dal sisma.