Troiano: “Il calcio senza tifosi è come andare in spiaggia senza mare”.

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Michele Troiano ha trascorso ad Ascoli i quasi due mesi successivi allo stop degli allenamenti. Dalla sua abitazione nel centro di Ascoli Piceno racconta per il sito ufficiale le settimane di emergenza virus.

 

Sono rimasto in città con la mia famiglia, mia moglie Elisa e i bimbi Francesco e Ginevra, di 7 e 4 anni. Stiamo bene, le prime settimane sono state le più particolari, ora siamo quasi abituati, ma non vediamo l’ora di tornare a una vita normale, anche se ci vorrà ancora tempo. Ho approfittato della situazione per imparare a cucinare, ho preparato un ottimo spaghetto alle vongole, ma anche coi risotti me la cavo bene e ogni tanto mi concedo un colpo da chef con un piatto gourmet, l’altro giorno ho preparato risotto alle fragole”. Ad onor del vero diciamo che la Signora Elisa non ha assistito all’intervista e non ci sono testimonianze reali sulla bontà dei suoi piatti…

Nonostante la reclusione, Troiano si è tenuto in allenamento, ma, abitando in centro storico, non ha potuto correre: “Una volta ho provato a fare una corsetta intorno a casa, ma mi hanno fermato le forze dell’ordine invitandomi a desistere”. Si allena in casa dal lunedì al venerdì con la piattaforma Zoom: “Tramite dei miei ex compagni ho conosciuto un preparatore, Alex Frustaci, che, in questa fase di stop dei campionati, organizza lezioni online per mantenere il tono muscolare. Siamo quasi 40 calciatori collegati, ci sono atleti del Benevento, del Cittadella, del Frosinone. Per gli esercizi di forza riempio di bottiglie di acqua lo zaino di mio figlio. Un lettino, gli elastici e il trampolino elastico li avevo già”.

Ieri Troiano ha assistito al webinar dell’Ascoli Calcio, che ha visto la partecipazione del Presidente FIGC: Gravina è stato molto chiaro, non fermerà mai definitivamente il campionato, il calcio è la terza azienda d’Italia e lui non vuole privare lo Stato di un introito così grande. E’ chiaro che solo il tempo dirà se possiamo riprendere, come e quando. Su una cosa siamo tutti d’accordo: il calcio senza tifo è come andare in spiaggia senza mare. Questo aspetto vale ancor più per noi, qui in Ascoli abbiamo il tifo più caloroso e presente della B. In questo saremmo penalizzati perché 7 delle 11 partite restanti le abbiamo in casa”.

Patron Pulcinelli ha dato merito alla squadra, che si è mostrata disponibile ad andare incontro al Club sulla questione stipendi: “In questa situazione tutti hanno subito perdite economiche, quindi il minimo che possiamo fare è andare incontro alla Società, ci siamo resi disponibili, è giusto che sia così. L’idea che la gente ha, però, di tutti i calciatori è che vivano nella massima ricchezza; in realtà questa è la vita di Cristiano Ronaldo, ma, soprattutto in C, la situazione è ben diversa. Non si può usare lo stesso metro di paragone per tutte le categorie”.

Cristallizzare la classifica o terminare il campionato anche a costo di chiuderlo a dicembre. Su questo aspetto il pensiero del centrocampista bianconero è molto chiaro: “La Serie A dovrà concludere il campionato entro il 3 agosto per ragioni legate alle Coppe. Se la B dovesse chiudere il campionato spingendosi a giocare fino a novembre o dicembre, come si farebbe? La Serie A per iniziare il campionato 2020/21 aspetterebbe la Serie B? Starebbe quattro mesi ferma? Credo che questo sia altamente improbabile e sono certo che i calcoli li abbiano fatti coloro che dovranno decidere. Credo che sia indispensabile una uniformità almeno per quanto riguarda i tempi di conclusione dei campionati. Se, invece, decidessero per cristallizzare le classifiche, non vorrei mai essere uno di quelli che dovrà stabilire chi promuovere e chi far retrocedere”.

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