Un pareggio che lascia l’amaro in bocca quello maturato al “Cino e Lillo Del Duca” tra Ascoli e Gubbio. I bianconeri partono fortissimo, trovano subito il vantaggio con Milanese, ma si fanno raggiungere da Carraro e sprecano l’occasione più grande nella ripresa con il rigore fallito da Gori. Alla fine l’1-1 fotografa una gara intensa, equilibrata, ma che i ragazzi di Tomei avrebbero potuto vincere con maggiore lucidità sotto porta.
LA Gara
L’Ascoli parte con ritmo alto e idee chiare: pressing, aggressività e costruzione rapida. La ricompensa arriva subito, al 3’, quando Milanese conclude con freddezza una splendida azione avviata da D’Uffizi, che lo serve in area con un filtrante perfetto. Lo stadio esplode, i 9.960 spettatori (7.150 abbonati) credono in una serata di festa.
Il Gubbio accusa il colpo ma reagisce con ordine. Al 32’ arriva il pareggio: sugli sviluppi di un’azione insistita, Carraro trova il varco giusto e trafigge Vitale con un destro preciso dal limite. 1-1 e tutto da rifare.
Nella ripresa l’Ascoli torna a spingere e al 56’ ha l’occasione d’oro: rigore per fallo su Silipo, ma Gori si fa ipnotizzare da Bagnolini, che si distende alla sua destra e respinge il tiro. È l’episodio che cambia la partita: i bianconeri accusano il colpo, il Gubbio guadagna fiducia e gestisce fino al triplice fischio dell’arbitro Pezzopane di L’Aquila, che concede 2 minuti di recupero nel primo tempo e 6 nella ripresa.
I PROTAGONISTI
Tra i migliori in campo spicca Milanese, autore del gol e costante ispirazione per la manovra offensiva. Bene anche Damiani, motorino del centrocampo, e Silipo, che con le sue accelerazioni ha messo più volte in difficoltà la retroguardia umbra.
In difesa positivo Curado, leader della linea arretrata. Peccato per Gori, generoso ma sfortunato, il cui errore dal dischetto pesa come un macigno.
Nel Gubbio grande prestazione del portiere Bagnolini, autentico eroe della serata, decisivo non solo sul rigore ma anche su diverse conclusioni ravvicinate. Solido Signorini, ordinato Carraro, prezioso Hraiech in regia.
IL COMMENTO
Un pari che lascia l’amaro in bocca ai bianconeri, padroni del campo per larghi tratti ma incapaci di concretizzare. L’Ascoli conferma di essere in crescita per intensità e spirito, ma deve imparare a chiudere le partite e a gestire meglio le fasi chiave.
Il Gubbio, dal canto suo, esce tra gli applausi per la solidità e la capacità di soffrire.
Un punto a testa che muove la classifica ma lascia il rimpianto per un successo sfiorato. Il “Del Duca” attende ancora la vittoria, mentre Tomei può comunque guardare avanti con fiducia: la strada intrapresa sembra quella giusta.
ASCOLI: Vitale, Pagliai (74’ Guiebre), Damiani, Silipo (88’ Palazzino), D’Uffizi, Alagna, Rizzo Pinna (88’ Ndoj), Curado, Rizzo, Gori, Milanese (77’ Chakir). A disp.: Brzan, Barosi, Oviszach, Menna, Bando, Cozzoli, Zagari, Corradini. All.: Tomei
GUBBIO: Bagnolini, Di Bitonto, Signorini, La Mantia (69’ Tommasini), Carraro, Bruscagin (81’ Fazzi), Podda (46’ Rosaia), Zallu, Hraiech, Minta (74’ Di Massimo), Djankpata (81’ Costa). A disp.: Krapikas, Baroncelli, Ghirardello, Conti, Niang. All.: Di Carlo
ARBITRO: Pezzopane de L’Aquila
RETI: 3’ Milanese (A), 32’ Carraro (G)
NOTE: Ammoniti Bruscagin (G), il vice allenatore Agostinone (A), Fazzi (G), Damiani (A). Al 56’ l’Ascoli fallisce con Gori (A) un calcio di rigore neutralizzato da Bagnolini (G). Spettatori 9.960 (7.150 abbonati) per un incasso di 66.342,94 € (rateo abbonamenti 38.767,94 €). Rec. 2’ pt, 6’ st.







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