Ascoli, il problema

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Image Si poteva vincere ma si poteva anche perdere. Questa, in pratica, è la visione ottimistica del bicchiere mezzo pieno da parte del mister Di Costanzo al termine del pari interno contro la Triestina, ed in effetti, in parte è così. In certe partite in cui non si riesce a trovare il bandolo della matassa, è meglio accontentarsi. Non è il caso di drammatizzare per un pareggio interno, anche se una vittoria avrebbe proiettato i bianconeri in testa alla classifica assieme ad Albinoleffe e Salernitana. Quello che preoccupa maggiormante, invece, è il gioco espresso dai bianconeri in questo primo scorcio di campionato, e soprattutto l'evidente difficoltà nel colmare delle lacune organiche che continuano a limitare la fluidità della manovra. Quello che più manca è sicuramente un regista. A centrocampo ci sono tre mediani. Contro l'Ancona Di Costanzo ha provato a centrare Guberti, ma l'esterno sardo in quel ruolo appare troppo sacrificato; deve essere libero di andare in profondità. Discorso diverso per quello che riguarda Sommese: il centrocampista, a 32 anni, non sempre riesce a reggere le sgroppate sulla fascia per tutti i 90 minuti, ma soprattutto, non arriva mai sul fondo. I suoi cross partono tutti dalla trequarti, e di conseguenza sono meno pericolosi. Il giocatore ha piedi molto buoni, perchè, allora, non provare ad accentrarlo, magari favorendo l'inserimento del nuovo acquisto Aloe sulla fascia? Comunque non sono molte le alternative per Di Costanzo, almeno fino a Gennaio, ammesso che la società non rimanga sorda a certi campanelli d'allarme.