Ascoli Piceno: una mostra su ‘Gli amici del criminale Cesare Battisti’

Ieri erano i ‘cattivi maestri’ o i ‘compagni che sbagliano’. Oggi sono gli ‘amici’ e, in questo caso ‘gli amici del criminale Cesare Battisti’. C’è un filo rosso che unisce gli uni agli altri, e rosso, non per caso, è il tratto cromatico scelto da Adriano Venturelli per il suo ambizioso ciclo pittorico nato dalle riflessioni sulle connivenze e sulle coperture garantite dagli ‘amici’ al terrorista italiano, associato nel 2019 al carcere di Oristano dopo vicenda infinita. Un percorso espositivo – la mostra gode del patrocinio del Comune, l’ingresso al Forte Malatesta comprensivo di visita alla mostra d’Arte è di euro 6 (ridotto euro 4 e 2 euro per le scuole). – che verrà allestito presso il Forte Malatesta di Ascoli Piceno dal 04 Settembre al 4 Ottobre. Tele di grandi dimensioni, una per ogni ‘amico’ che ritiene (e ritenne, sottoscrivendo un appello che raccolse oltre 1500 firme) Battisti un perseguitato politico, e su ogni tela un timbro, che da’ nome e cognome a quell’astrattismo che prende invece forma definita, nel ciclo ideato da Venturelli, rivendicando con forza una denuncia cui l’artista modenese da’ forma contro «l’arroganza – dice – di quanti, con il loro sapere e la loro influenza sociale, mistificano la realtà». Arroganza, puntualizza l’artista, «prigioniera di un’ideologia che fa di chi non la pensa come loro un reazionario fascista, mentre loro sono i buoni, loro sono di sinistra». Da Mitterand a Carla Bruni e Daniel Pennac, dall’ex presidente del Brasile Luiz Inácio da Silva, per tutti Lula, fino agli italiani Roberto Saviano, Erri De Luca, Vauro Senesi la galleria che Venturelli crea con il suo ciclo pittorico è ampia e lascia pochissimo all’immaginazione: il progetto, intrapreso nel 2006, è tuttora in divenire, ma la ‘scrittura visiva’ di Venturelli da’ già modo di apprezzare la tensione che anima il pittore modenese, consapevole di essere ‘meno di Davide contro Golia’ ma ben deciso a non smettere di usare quella fionda con la quale arma la sua voglia di verità, la sua volontà «di fare qualcosa, anche se non sono uno scrittore né un giornalista, non ho potere istituzionale e non possiedo armi mediatiche». Ecco allora l’idea di un ciclo pittorico che vuole essere una risposta ai cattivi maestri che invecchiano ma non arretrano dalle loro posizioni, trasformandosi negli ‘amici del criminale’: ecco il rosso sangue delle tele, ed ecco la ‘gogna’ del timbro che da’ agli amici nome e cognome a ribellarsi a quello che Venturelli definisce uno scandalo, che ha segnato per anni la vita dei familiari delle vittime di Battisti e agitato le coscienze dei più. «Perché lo scandalo – spiega ancora Venturelli – non è Battisti, che come tutti i criminali deve stare in galera, lo scandalo sono i suoi ‘amici’ ed in particolare quelli che hanno utilizzato il loro potere per proteggerlo».
“Gli amici del criminale Cesare Battisti”
Forte Malatesta,
Via delle Terme, Ascoli Piceno
Dal 04 settembre al 4 ottobre 2020 Orari (Dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00; sabato, domenica festivi e prefestivi dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00) – chiuso il lunedi.
Elenco dei titoli delle opere esposte: Roberto Saviano, Vauro Senesi, Massimo Carlotto, Valerio Evangelisti, Giovanni Russo Spena, Beppe Sebaste, Erri De Luca, Massimo Carlotto, Luiz Inácio Lula Da Silva, Dilma Rousseff, Tarso Genro, Enri Bernard Levy, Carla Bruni, Francois, Fred Vargas, Serge Quadruppani, Francis Mizio
Adriano Venturelli – cenni biografici
Nato a Formigine, in provincia di Modena, nel 1953, Adriano Venturelli studia all’Istituto d’Arte Venturi di Modena e consegue il diploma in pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna. Nel 1975 la sua prima personale presso la Galleria “Effemeridi” di Modena, cui sono seguite altre personali e collettive (a Milano, Venezia, Bari, Bologna, Madrid, Londra)e collettive e la partecipazione, nel 1986, alla XLII Esposizione Internazionale d’arte Biennale di Venezia, incentrata sul tema “Arte e Scienza”.