Bollo auto dei veicoli di interesse storico, l’assessore Malaspina: “Una soluzione per salvaguardare

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alt“Una soluzione per salvaguardare un comparto dell’artigianato manifatturiero, di rilievo anche per le Marche”. È la richiesta dell’assessore Maura Malaspina che ha portato all’esame della Giunta regionale “la spinosa vicenda delle auto storiche. La legge di stabilità 2015 ha cancellato le agevolazioni fiscali per le autovetture ultraventennali d’interesse storico e collezionistico, in particolare l’esenzione dal pagamento del bollo auto. Essendo la materia di competenza regionale, è necessario che anche le Marche intervengano con provvedimenti che non penalizzino il settore, animato non solo dagli appassionati, ma pure da artigiani specializzati nel recupero delle auto storiche”. L’assessore ha citato l’esempio delle due imprese artigiane di Tolentino che si dedicano alla ristrutturazione delle tappezzerie e degli interni delle auto storiche. Ha poi evidenziato che “il motorismo storico genera una consistente e vivace attività con risvolti positivi sul turismo e sull’economia del territorio. Per recuperare poche risorse, con l’imposizione del bollo auto, si rischia di danneggiare un intero comparto economico, tecnico, turistico e culturale che gravita attorno a questo collezionismo”. La Malaspina ha riferito che, al 31 dicembre 2013, i veicoli esentati dalla tassa erano, in Italia, 375 mila. La legge di stabilità ha abrogato l’esenzione per le auto e moto, con meno di 30 anni, iscritte agli appositi registri Asi (Auto interesse storico). Questi veicoli, per partecipare a raduni o altre necessità, sono assoggettati a tassa di circolazione, come fossero veicoli di recente costruzione. Alcune Regioni hanno mantenuto la normativa preesistente (dopo i 20 anni dalla costruzione, le auto iscritte nei registri storici conservano il diritto al pagamento del bollo in caso di circolazione, anziché pagare il possesso), mentre altre si sono orientate in soluzioni diverse. “Qualunque sia la scelta che faremo come Marche – conclude l’assessore Malaspina – sarebbe opportuno dare la possibilità ai collezionisti di fermare le auto, cioè di esentarle dal pagamento della tassa di possesso dopo i 20 anni e fino al compimento dei 30. In questo modo potrebbero acquistare auto non ancora storiche, recuperale e restaurale (operazioni che durano anche cinque anni, con notevoli costi di realizzazione e di gestione degli automezzi), evitando che questo patrimonio automobilistico, spesso appartenente a importanti marchi italiani, venga distrutto o disperso all’estero, in altre nazioni dove la tassazione automobilistica è molto più blanda rispetto a quella italiana o addirittura assente”.