Celebrazione “Giornata Internazionale dell’Infermiere.”

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“La sanità non funziona senza infermieri” è lo slogan scelto dalla FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) per la campagna di comunicazione lanciata in occasione del 12 maggio, data in cui in tutto il mondo si celebra la Giornata Internazionale dell’Infermiere.
Gli infermieri rappresentati dalla suddetta campagna esercitano non solo nei setting ospedalieri e distrettuali, ma in ambiti poco conosciuti ad esempio in ambito militare, nelle scuole, nei centri antiviolenza così come nei campi estivi o sui luoghi di lavoro dove sono più frequenti gli infortuni; coordinano il processo di donazione di organi e tessuti; insegnano all’università; sono il punto di riferimento per i malati rari; gestiscono ambulatori e interi reparti; utilizzano strumenti tecnologici all’avanguardia, dagli ecografi di ultima generazione al telecontrollo dei pacemaker.
Citando la dott.ssa Barbara Mangiacavalli presidente FNOPI (la federazione nazionale ordini delle professioni infermieristiche), la dott.ssa Laure Morganti Presidente dell’OPI Provinciale di Ascoli Piceno, d’intesa con il Consiglio Direttivo, sottoscrive e persegue la traccia delineata in sede centrale a rappresentanza dei circa 1680 iscritti del proprio ambito provinciale.
“Offrendo questa panoramica, seppur non esaustiva, degli ambiti in cui il nuovo infermiere agisce, intendiamo anche essere da stimolo politico in contesti del Paese dove lo sviluppo infermieristico stenta ancora a decollare, fornendo uno strumento di analisi in più a livello territoriale a cittadini e associazioni per chiedere l’attivazione di determinati servizi, figure, ambiti di responsabilità che ci vedano protagonisti come sempre al loro fianco”
Nel futuro della sanità, a fronte dei bisogni di salute della popolazione e in particolare della domanda di cura delle fasce più fragili, gli infermieri sono chiamati quindi ad esercitare un ruolo sempre più incisivo, basato sulla sinergica collaborazione con i medici e gli altri professionisti sanitari, che riconosca le professionalità acquisite e capaci di contribuire ad innalzare la qualità della risposta assistenziale.
La richiesta degli italiani è di potenziare l’offerta di prestazioni infermieristiche sul territorio attraverso i canali del Servizio sanitario e supportare le famiglie nell’acquisto privato, ad esempio tramite i meccanismi della mutualità e assicurativi.
La Federazione ha calcolato da tempo che su circa 16 milioni di persone che soffrono di cronicità o non autosufficienza il bisogno sarebbe di un infermiere ogni 500 pazienti: 30mila professionisti

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dedicati che eviterebbero un fai-da-te o l’aiuto di caregiver inesperti di cure cliniche che spesso
riempie i pronto soccorso.
Anzitutto è necessario che si affermi e si consolidi un percorso culturale sulla nostra identità
disciplinare e della nostra capacità di riconoscerci (e quindi esercitare) nelle norme professionali
riferite a tutti i livelli (anche in questo caso clinico-assistenziale, gestionale-organizzativo,
formativo e di ricerca).
Dobbiamo sviluppare posizionamenti politico/professionali su tematiche, quali, ad esempio, lo skill
mix change (cioè la modifica della composizione professionale del personale, già attuata in Paesi
quali Stati Uniti e Gran Bretagna), i missed care (la misurazione degli esiti anche infermieristici), i
Nursing Sensitive Outcomes (NSO), per consolidare innovazioni già attuate con successo in alcune
Regioni benchmark.
Dobbiamo poi assolutamente coinvolgere i giovani professionisti, delineare con loro e per loro
percorsi sostenibili di sviluppo professionale, sostenere l’area dell’esercizio libero-professionale
con percorsi legislativi innovativi, con un occhio attento anche ai professionisti che finora sono
stati la spina dorsale del sistema sanitario e hanno contribuito a garantirne la “tenuta”.
Negli ultimi sette anni, a fronte di un significativo aumento dei bisogni di assistenza, le aziende del
Servizio sanitario nazionale, dall’ultimo contratto a oggi, che ha coinciso fatalmente con i tagli
legati ai piani di rientro, abbiano rinunciato a oltre 12mila infermieri (- 4,3%). Per questo
dovremmo riaffermare con forza come nei prossimi 10 anni sarebbe necessario assumere almeno
70mila infermieri, di cui 20mila per recuperare le “perdite” e fare fronte alle esigenze dettate
dall’Europa sugli orari di lavoro e 50mila per espandere l’assistenza territoriale.
Da dieci anni nel Ssn ci sono circa due infermieri e mezzo per ogni medico e il rapporto infermieri
pazienti, che studi internazionali indicano 1:6 come ottimale per abbattere del 20% la mortalità in Italia
differisce tra Regioni che sono a 1:17 (la Campania ad esempio) e altre a 1:8 come il Friuli-Venezia
Giulia. Si evince che anche le regioni più virtuose sono al di sotto degli standard di sicurezza.
La carenza di infermieri, soprattutto sul territorio e quindi accanto ai più fragili e bisognosi di assistenza
continua è di circa 50-55mila unità. Non abbiamo quindi cambiato nulla nel modello di cura e
assistenza. La circostanza che nei prossimi anni molti professionisti andranno in pensione pone
molti problemi, ma apre una grande opportunità di ripensamento su come il Servizio sanitario
nazionale debba funzionare.

 

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Favorire il confronto e la crescita culturale sulle tematiche di interesse per la professione
infermieristica, sviluppando la collaborazione e il coordinamento tra l’Ordine delle Professioni
Infermieristiche e i Professori, Coordinatori, Ricercatori e Presidenti dei corsi di laurea in
infermieristica e chiunque a livello universitario si occupi della formazione professionale con
incarichi di responsabilità diventa un imprescindibile Key Factor per un’alleanza e una sinergia di
tutte le anime della nostra professione di cui l’Università è la base portante.
L’idea in fieri è l’istituzione di una consulta provinciale quale luogo di confronto, comunicazione e
studio tra l’Ordine e il mondo universitario, al fine di lavorare in sintonia e sinergia per
promuovere il confronto e i percorsi di studio sugli esiti sensibili alle cure infermieristiche
attivare tavoli di confronto con l’Università per rendere i percorsi di studio maggiormente
aderenti ai bisogni di salute e incrementare il corpo docenti nel nostro settore scientifico
disciplinare
In occasione delle celebrazioni per la Giornata Internazionale dell’Infermiere, l’OPI-AP ha istituito
un progetto formativo accreditato ECM avente per tema: “Professione Infermiere tra disposizioni
urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni DEF” che si svolgerà il 17 Maggio 2019
dalle h. 8,30 alle h 13,30 e dalle h 14,30 alle h 20,00 presso l’Aula Formazione del P.O. “Madonna
del Soccorso” di San Benedetto del Tronto,
La giornata di studio e di confronto mira a capire come le politiche del personale e di sviluppo
della nostra regione possano rispondere alle domande poste a livello nazionale.
Il Piano Socio Sanitario Regionale, i nuovi manuali di autorizzazione ed accreditamento delle
strutture deputate a dare risposte ai cittadini sono all’altezza delle sfide che le nuove esigenze
della popolazione ci chiedono?
In riferimento a quanto detto si può solo confermare la linea di condotta dell’Ordine
Professionale, che si specchia con la mission del Corso di Laurea in Infermieristica, dove il progetto
formativo dei singoli studenti avviene seguendo una strategia formativa che prevede
l’affiancamento a professionisti esperti e in contesti sanitari specifici, al fine di apprendere le
competenze previste dal ruolo professionale.
Il Corso di Laurea in Infermieristica in occasione dello YOUR FUTURE FESTIVAL , dell’Università
Politecnica delle Marche, in data 17 maggio 2019, presso Auditorium S. Montevecchi |Viale delle
Rimembranze, 34 ASCOLI PICENO, ha organizzato un convegno dal titolo: ” L’INFERMIERE TRA
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L’INTERPRETAZIONE E LA REALTA'”, una sorta di contenitore di pensiero, dove si alterneranno
esperti di settore, dalla clinica all’area dell’emergenza, e gli studenti del Polo che si esprimeranno
in una rappresentazione teatrale e le singole esperienze di studio/tirocinio all’estero.
Il messaggio che ci preme portare a conoscenza della Cittadinanza tutta è che siamo una
professione che guarda al futuro e chiediamo a tutti gli attori, la politica in primis, una coerente
assunzione di responsabilità.
Deve finire la visione dell’infermiere “cuscinetto” tra i bisogni dei cittadini e le esigenze di
un’economia che non li considera, ma se ne serve senza valutarne esigenze e prospettive.
L’orizzonte che abbiamo davanti è tecnicamente un cerchio, e quindi infinitamente vasto.
“Dobbiamo scegliere ogni passo che facciamo con la massima cautela, perché le impronte che ci
lasciamo alle spalle sono importanti quanto il percorso che seguiremo. Fanno parte dello stesso
viaggio, la nostra Storia.”

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