COMUNICATO STAMPA – ASCOLI PICENO, 14 LUG

altASCOLI PICENO, 14 LUG. – Grande successo di pubblico alla prima serata del progetto “Il mio canto libero”, spettacolo svoltosi presso il magnifico parco di Villa Alvitreti, riaperto dopo vari anni di chiusura e messo a disposizione di Ascoli e degli ascolani dalla coraggiosa iniziativa della Misericordia di Ascoli. “E’ stata una magnifica serata contornata da tanto pubblico – ha detto Ignazio Buonopane, governatore della Confraternita -. Voler aprire la Villa ai cittadini per farne conoscere gli aspetti gradevoli degli spazi, della vegetazione, della rilassante atmosfera, è stata una temeraria esperienza premiata questa sera dalla grande presenza di pubblico, che ha potuto godere di una serata in allegria nel contesto di una fresca e rilassante atmosfera immersa nella natura”.

“Questa perla – continua Buonopane – noi l’abbiamo a pochi passi dal centro cittadino e può essere goduta da chiunque abbia voglia di un po’ di fresco e di tranquillità lontano dalle automobili o dai frastuoni cittadini. Nonostante questa fosse una serata di sagre cittadine e cene propiziatorie nei sestieri, il grande afflusso di gente nel parco della Villa dimostra la grande necessità che c’è di verde e di natura che viene ricercata dagli ascolani. Sono veramente soddisfatto di questa prima serata, che verrà seguita da altre manifestazioni già in programma per il mese di luglio e di agosto. Vogliamo far riscoprire la Villa Agli ascolani, vogliamo far vedere loro il nostro progetto di ristrutturazione della stessa per trasformarla in casa di accoglienza per anziani e non”.

“Insomma tutto bene o quasi, per la verità – conclude il Governatore della Misericordia -. Avevamo, infatti, accordi con l’assessorato comunale competente per la fornitura di sedie che grazie al patrocinio concessoci dal Comune ci consentiva di non aver problemi almeno da quel punto di vista, ma purtroppo chi aveva il compito di assistere l’associazione per la fornitura delle sedie in maniera molto arrogante e prepotente, sfiorando se vogliamo quasi l’abuso e l’omissione di atti d’ufficio, si è sottratto al proprio compito, spegnendo addirittura il telefonino e non rispondendo nemmeno alle telefonate. Se, poi, si scoprisse che il telefonino fosse addirittura del Comune e quindi di servizi, la cosa sarebbe anche molto grave. Comunque non avrebbero fatto del male alla nostra associazione di volontariato, che conosce bene le mortificazioni ed i soprusi di alcuni componenti della pubblica amministrazione, ma avrebbe fatto del male alla città per la quale e dalla quale viene retribuito. Un piccolo sfogo solo per rimarcare che comunque chi le cose le fa perché ci crede le porta comunque a termine”.