FISIOTERAPIA STRUMENTALE : TERMOTERAPIA

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alt Tecnica riabilitativa che utilizza l’azione biologica del calore applicato sotto varie forme. La termoterapia non costituisce mai una cura di per sé, ma rappresenta so lamente un valido sussidio alla farmaco- terapia o cinesiterapia, se usata corretta- mente e con le apparecchiature adeguate. PRINCIPI Sotto il profilo biologico il calore viene considerato uno stimolatore delle funzio ni vitali dell’organismo e attivatore del ri cambio tessutale. Gli effetti fisiologici della termoterapia alla base del tratta mento sono: □ Aumento del flusso ematico locale per vasodilatazione, la cui entità è in rappor to con l’intensità calorica e con la durata dell’applicazione, e contemporaneo ini zio della sudorazione, con rimozione dei cataboliti e aumento del metabolismo dei tessuti. □ Effetto analgesico, per diminuzione dell’eccitabilità nervosa attraverso un in nalzamento della soglia delle fibre sensi tive. □ Riduzione della contrazione muscolare antalgica per azione diretta sulla scarica dei recettori fusali; il calore riduce la rigi dità articolare purché non determinata da alterazioni meccaniche a carico dei tessu ti duri. □ Aumento delle proprietà elastiche del connettivo. Analogo effetto antispastico e analgesico è posseduto dal freddo per l’azione diretta sui recettori fusali, sulle fibre mo torie e sensitive e sulla velocità di conduzione attraverso la placca neuromu scolare e per inibizione delle terminazio ni nocicettive. È da tenere presente, tuttavia, che per ottenere il rilasciamento muscolare, l’applicazione del freddo deve essere prolungata, mentre un’applicazione di breve durata sortisce un effetto contrario, poiché agisce sui nocicettori, provocando una contrazione muscolare riflessa. Altro effetto fisiologico importante determinato dal freddo è la vasocostri zione, che lo rende particolarmente utile nei traumi meccanici recenti sia per la riduzione del sanguinamento, che perché impedisce l’espandersi dell’edema. 

INDICAZIONI CLINICHE Il trattamento termoterapico è finalizzato soprattutto alla risoluzione dello stato tensivo e tetanico muscolare, aU’elimina- zione del dolore, alla riduzione dello sta to flogistico e al recupero della funziona lità e della potenza muscolari. Quindi, traggono beneficio dall’azione del calore soprattutto gli esiti di fratture, distorsio ni, contrazioni muscolari antalgiche sia su base tensiva che meccanica, stiramen ti e lacerazioni muscolari dopo la fase di immobilizzazione, miositi cronicizzanti, lussazioni, spondilosi e spondilolistesi. La paraffinoterapia a guanto è indicata inoltre in casi selezionati di edema post traumatico e di artrite reumatoide. Nel l’artrite reumatoide in fase flogistica acu ta è anche ritenuta utile l’applicazione del freddo ad articolazioni, borse o guai ne sinoviali per favorire la riduzione del-l’edema, dovuto a vasocostrizione, e per l’effetto analgesico.

CONTROINDICAZIONI Particolare cautela deve essere usata nei soggetti che presentano alterazioni della sensibilità cutanea, perché la normale percezione del dolore da parte del pa-ziente salvaguarda l’operatore dai rischi di sovradosaggio. L’applicazione della termoterapia è inoltre controindicata nelle regioni non adeguatamente vascolarizzate, perché l’aumento delle richieste metaboliche senza un adeguato apporto vascolare può portare a danni tessutali, fino alla ne crosi ischemica. Inoltre è importante evi tare di usare la termoterapia in presenza di sospette lesioni maligne per il pericolo di diffusione metastatica e di incremento della crescita neoplastica. L’uso dei forni di Bier è controindica to per i soggetti con varici agli arti.

MODALITÀ DI ESECUZIONE Il calore è una delle forme di energia esi stenti in natura e può originare dalla tra sformazione di energia meccanica, chimi ca, elettrica e luminosa; può essere trasfe rito alle strutture biologiche con diverse modalità fisiche: conduzione, convezio ne, conversione. La trasmissione di calore per condu zione, caratteristica dei corpi solidi, avvie ne per contatto, senza spostamento di ma teria, dipendendo dalla differente tempe ratura nei diversi punti del mezzo. La conduzione si ottiene con impacchi caldi e con applicazione di paraffina semisolida; il potere penetrante del calore è molto scarso. La trasmissione di calore per conve zione si verifica nei fluidi, nei quali le parti riscaldate, rese meno dense, si diri gono verso l’alto, rimpiazzate da quelle più fredde e più dense, che tendono al basso. La fluidoterapia può essere prati cata con oli, paraffina liquida, idrotera pia, aria caldo-umida (sauna). Anche in questo caso la penetrazione del calore è modesta. La conversione, trasformazione di un tipo di energia, ad esempio elettroma gnetica, in calore, comprende le onde cor te (marconiterapia), le microonde (radar- terapia), gli ultrasuoni e il calore per ir raggiamento fotonico (lampade a raggi infrarossi). Le strutture interessate in questo caso sono molto profonde. Largamente diffuso, specie in paesi anglosassoni, è il ricorso alla termocon duzione mediante paraffina. La parte da trattare viene immersa in una vaschetta termostatata contenente cera di paraffina con punto di fusione compreso tra 51,7 e 54,5 °C. In genere sono trattati i segmen ti distali degli arti: mani e piedi. Vi sono due modalità di utilizzazione dei bagni di paraffina; la prima per immersione ed estrazione rapida, in modo da formare un guanto di paraffina che mantenga un mo derato innalzamento di temperatura e fornisca una blanda azione compressiva sul segmento, una volta ottenuto il raf freddamento dello strato di paraffina. Il guanto così formato non deve presentare né soluzioni di continuità né importanti variazioni di spessore per evitare l’edema ex vacuo e l’effetto stringa. La seconda modalità prevede il man-tenimento in immersione del segmento 134  da trattare nel bagno di paraffina per un periodo di tempo adeguato a mantenere un innalzamento termico prolungato e costante (mai superiore a 20 min). La pa raffina liquida al contatto con la parte im mersa solidifica in uno strato leggero che ricopre la cute, isolandola e proteggendo la dalla paraffina liquida più calda. La parte immersa nel bagno usufruisce del l’azione iperemizzante e analgesica del trattamento. Per la termoterapia con mezzi gassosi vengono utilizzati forni ad aria calda. I forni di Bier sono costituiti da cassette di legno rivestite aH’intemo da materiale antincendio e provviste di opportune aperture per l’introduzione della parte da trattare (tronco, arti superiori e inferiori) e di termometri esterni per il controllo co stante della temperatura erogata. Ogni applicazione ha la durata di 15-20 min. Poiché il trattamento stimola una traspi razione abbondante, è talora opportuno idratare il paziente. La zona corporea sot toposta a trattamento deve essere com pletamente denudata. Le elevate tempe-rature raggiunte all’interno dei forni non provocano ustioni, in quanto l’abbondan te sudorazione costituisce un efficace strato di protezione. Nella termoterapia per conduzione si può ricorrere all’applicazione di corpi caldi direttamente a contatto con la parte da trattare. Si usano essenzialmente cu scinetti di gel di silicone avvolti in sac chetti di cotone che mantengono a lungo una temperatura costante compresa tra i 70-90 °C e bottiglie di acqua calda, in ge nere di gomma, che sono in grado di mantenere una temperatura costante per un certo tempo in relazione alla tempera tura dell’acqua introdotta. Anche nella crioterapia si ricorre al-l’applicazione diretta sulla parte da trat tare di borse di ghiaccio che mantengono la temperatura costante di 0 °C finché il ghiaccio è in corso di fusione; cuscinetti di gel termostabile che possono raggiun gere anche – 30 °C; coni di ghiaccio con temperatura iniziale compresa tra – 20 e -10 °C; spugnature di acqua fredda tra i 6 e i 10 °C; spray freddi contenenti cloru ro di etile, che possono provocare un raf-freddamento rapido fino a raggiungere una temperatura di 6 °C.

COMPLICANZE L’eccessivo rialzo termico può provocare caduta pressoria per vasodilatazione e ri-duzione delle resistenze periferiche.