Fossati: ”Convinto dal progetto e dal forte interesse dell’Ascoli”

altMarco Ezio Fossati è da ieri un calciatore dell’Ascoli. Qual è il tuo primo commento da neo bianconero? “La mia è una grandissima soddisfazione, la Serie B è una categoria molto importante e per me rappresenta una grande occasione da sfruttare al massimo, spero di essere impiegato il più possibile, da parte mia metterò in gioco tutte le carte a mia disposizione. A colpirmi sono stati il progetto della Società e il forte interesse dimostrato nei miei confronti. Non vedo l’ora di cominciare, sono prontissimo; già da un po’ mi sto allenando con lavoro di forza e cambio di velocità”.

Sei cresciuto fra Milan e Inter, poi il passaggio al Latina lo scorso anno con una salvezza conquistata ai play out (il 27 maggio contro la Triestina).

“Sì, ho iniziato nel Milan a 9-10 anni; all’età di 15 anni scelsi di trasferirmi nel settore giovanile dell’Inter dove ho giocato per tre anni. A seguire il ritorno al Milan e lo scorso anno la prima esperienza importante a Latina. Inizialmente ho fatto un po’ di fatica ad integrarmi, ma poi la parte centrale del campionato è stata molto produttiva sia da un punto di vista fisico che tecnico, sono migliorato molto prendendo confidenza con un campionato estremamente fisico e anche per questo ben diverso dalla Primavera: l’importanza dei tre punti, l’adrenalina prima della partita, l’attaccamento dei tifosi alla squadra in partita e durante la settimana erano tutti aspetti per me nuovi che mi hanno fatto maturare molto”.

Sei un centrocampista molto duttile, impiegabile in più ruoli. Quali le tue peculiarità?

“Sono un centrocampista prettamente tecnico, che ama giocare palla a terra, che viene a prendere palla. Nasco come regista basso, ma sono stato impiegato come mezz’ala sinistra e trequartista a Latina nel 4-3-3 e nel 3-5-2, ma anche come esterno d’attacco nel tridente”.

Ti ispiri a qualche campione?

“Ammiro tanti campioni, nel Milan ricordo che Seedorf, Gattuso e Ambrosini erano quelli che mi stavano più vicini e che dispensavano sempre consigli ai più giovani”.

Quali le tappe più importanti della tua esperienza in Nazionale?

“Per me la convocazione in azzurro è arrivata a 16 anni; le tappe fondamentali sono state l’Europeo con l’Under 17 – fummo eliminati dalla Germania in semifinale – il Mondiale Under 18 in Nigeria con l’eliminazione ai quarti di finale con la Svizzera e infine l’esperienza più recente con l’Under 20 di Mister Di Biagio”.

Eri in campo con l’Under 20 quando lo scorso 18 aprile ha esordito Capece, bianconero doc. Lo ritroverai quest’anno in squadra. Vi siete sentiti?

“Non ci siamo ancora sentiti, ma conto di farlo quanto prima”.