LUNGO RIPOSO E INFORTUNI

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Nell’attività sportiva le lesioni a carico dell’apparato muscolo-tendineo e muscolo-scheletrico ,del tipo sia acuto che cronico, sono un evento frequente tra gli atleti, sia professionisti che amatori.

E’ importante quindi ove sia possibile, poter definire un approccio preventivo, in quanto non potendo limitare la periodicità delle lesioni muscolari a cui sono soggetti molti atleti, si potrebbe cercare di limitare i fattori di rischio.

Diverse sono state le ipotesi formulate, nel tentativo di spiegare l’eziopatogenesi delle lesioni muscolari. Nonostante i sostanziali progressi nella comprensione e definizione dei quadri clinici, ad oggi nessuna delle ipotesi proposte riesce a fornire una spiegazione univoca della loro insorgenza, pertanto la causa può essere considerata multifattoriale.

I fattori di rischio di una lesione si possono suddividere in INTRINSECI (relativi alla persona)  ed ESTRINSECI (relativi all’ambiente).

Tra i fattori intrinseci, quelli più frequentemente individuabili sono:

  • l’età;
  • l’affaticamento muscolare;
  • la storia personale di lesioni pregresse;
  • i deficit posturali;
  • i deficit di estensibilità muscolare;
  • i deficit di rapporto tra forza dei muscoli agonisti ed antagonisti
  • gesto tecnico non correttamente eseguito.

Tra i fattori estrinseci:

  • inadeguato riscaldamento pre-gara o pre-allenamento;
  • fattori climatici;
  • inadeguata preparazione sportiva o inadeguato allenamento;
  • terreno di gara;
  • attrezzatura sportiva inadatta;
  • calzature inadeguate.

Tra i fattori estrinseci potrebbe essere ricondotta anche l’astensione forzata dai campi da gioco,  verificatasi nelle ultime settimane a causa del maltempo, periodo nel quale gli atleti  hanno dovuto sospendere nella maggior parte dei casi anche  i loro allenamenti settimanali.

Come appare evidente anche l’atleta più preparato, incorre in questo caso specifico nel rischio del “dilettante” .

Non si può infatti affrontare una competizione sportiva e pretendere una performance migliore, senza che vi sia stato un periodo di ricondizionamento , altrimenti l’apparato muscolo-tendineo potrebbe essere il primo a pagarne le spese.

Una lesione da sport:

  • è una condizione che impedisce all’atleta di continuare la partecipazione alle gare o agli altri allenamenti:
  • è una condizione che impedisce all’atleta di continuare una gara o un allenamento;
  • è una condizione che richiede un trattamento medico, costringendo la società sportiva a sostenere i  costi relativi al recupero dell’atleta.

Va da se che la prevenzione migliore è un intervento proteso a tutelare l’atleta da eventuali infortuni.

Nel caso in cui per diversi motivi, venga sospesa la competizione per lungo o breve periodo, è bene far tesoro di alcuni piccoli accorgimenti al fine di prevenire l’insorgenza di lesioni:

  • fare jogging regolarmente, almeno 3-4 volte a settimana e se ciò non è possibile, si può sostituire la corsa con delle sedute in piscina;
  • non sospendere gli allenamenti in palestra, curando soprattutto il rinforzo dei muscoli antagonisti;
  • inserire nelle sedute di allenamento in palestra esercizi di ginnastica propriocettiva, ossia  una serie di esercizi che consentono di acquisire informazioni tattili, pressorie e cinestetiche per poter permettere una ripresa funzionale dell’articolazione che recupera la possibilità di adattarsi alle caratteristiche del suolo.di acquisire informazioni tattili, pressorie e cinestetiche per poter permettere una ripresa funzionale dell’articolazione che recupera la possibilità di adattarsi alle caratteristiche del suolo.;
  • curare maggiormente l’alimentazione, cercando di non aumentare di peso;
  • preferire un alimentazione principalmente proteica, limitando i carboidrati durante la giornata ed evitandoli del tutto la sera ( durante il riposo notturno i nostri tessuti si ricostituiscono, e un pasto proteico fornisce un miglior apporto di aminoacidi).
  • Fare delle sedute di ginnastica posturale, per migliorare  e correggere i vizi posturali.

Posto che crampi, dolori e strappi muscolari, tendiniti e distorsioni sono le principali insidie per lo sportivo, oltre a qualche norma di prevenzione è bene sapere anche cosa fare in caso di necessità, ossia cosa fare sul campo.
Ancora prima di aver appurato l’esatta natura dell’infortunio, è molto importante agire già sul campo con semplici misure di primo soccorso, estremamente utili per limitare gli effetti lesivi del trauma. Gli anglosassoni, sempre molto pratici, ricordano queste prime cure con la sigla RICE :
1. Rest, riposo, cioè interrompere l’attività;
2. Ice, ghiaccio, quindi applicazione del freddo;
3. Compression, compressione, vale a dire la fasciatura elastica;
4. Elevation, sollevamento della parte infortunata (se si tratta di un arto) al di sopra del livello del cuore.
L’immediata sospensione dell’attività riduce, poi, l’ulteriore danno provocato dall’emorragia, dall’edema e dalla subentrante infiammazione. Il freddo limita il dolore e l’eccessivo afflusso di sangue verso la parte lesa. La compressione elastica e la posizione elevata riducono soprattutto il gonfiore. Gli spray universalmente diffusi hanno un effetto anestetico molto fugace, utile solo per traumi molto lievi come le contusioni.
La vera crioterapia si fa applicando sulla parte un cold pack, contenitore plastico in cui il mescolamento di sostanza chimiche abbassa la temperatura, o un sacchetto con ghiaccio tritato. L’applicazione del freddo va mantenuta e rimossa ogni dieci minuti, per circa un’ora, ripetendo il trattamento più volte nelle prime 24 ore.

 

 

Articolo redatto da Catia Bosica

Dott.ssa in Scienze Motorie  Personal trainer

fonte : il mondo del calcio