Omar Galliani a confronto

altSi chiude  la mostra personale di Omar Galliani a Castelbellino. Le opere del maestro, esponente degli Anacronisti,  che si richiamano a una cultura umanistica tipicamente italiana, riformulate e contaminate da iconografie e da soggetti classici, dialogano con la pittura marchigiana del Cinquecento e del Seicento  del museo di Villa Coppetti e con le  testimonianze archeologiche di epoca romana portate alla luce nel territorio comunale

Nell’esposizione dal titolo “Dal Cassetto dei miei disegni” si ritrova tutto il desiderio di Galliani per l’ascesa dell’uomo verso la luce. È un’idea determinante per comprendere le opere dell’artista emiliano che si rivela nei disegni e nell’eterno gioco di luci e di ombre; e nel rapporto continuo tra il nero della matita, del carbone e la luce della betulla. “La luce è data proprio dalla sottrazione di spazio della superficie in cui il disegno invade di fatto la composizione”   (Manuela Annibali). La collezione, proveniente dal museo Staurós, lega gli avvenimenti quotidiani, alla cronaca, alla lettura e quindi alle immagini per creare dei miti. Quasi tutti i disegni di Omar Galliani non hanno un nome. Essi sono figure anonime, figure che non hanno un’identità, né di amici, né di modelle ma sono puri riferimenti rabdomantici che si materializzano attraverso una sorta di grande sublimazione che avviene solo sulla tavola

Le opere sono legate tra loro da una profonda visione di ricerca nel labirinto delle metafore culturali. Tra le sue carte, Galliani non riflette la contemporaneità, ma segue una poetica artistica che va dal post-Romanticismo fino ai nostri giorni.

La mostra “Dal Cassetto dei miei disegni” riunisce un nucleo di disegni molto consistente da un punto di vista numerico ma soprattutto un corpus formidabile per la conoscenza delle dinamiche dell’arte contemporanea in Italia. Info: 17.30 – 19.00; ingresso: gratuito; cell. Segreteria del museo: 348.3219288 – 0731.701606 – www.comune.castelbellino.an.it.