PREMIO CANNAVÒ, L’ESEMPIO DI ANNALISA MALARA E MATTEO VILLANI

La gara più importante l’hanno affrontata quest’anno: senza paura, senza orari, lottando in prima linea contro il Covid-19. Il premio che in ogni stagione celebra chi si è distinto nell’atletica leggera stavolta è andato a loro, a Matteo Villani e Annalisa Malara, ex atleti e oggi medici, impegnati ogni giorno nella sfida al coronavirus. È un Premio Candido Cannavò fortemente simbolico quello del 2020, dodicesima edizione: l’azzurro delle siepi ai Giochi olimpici di Pechino 2008 e la pluricampionessa italiana giovanile della 4×100 e 4×400 lo hanno ricevuto oggi nella redazione della Gazzetta dello Sport dal promotore Franco Angelotti, presidente della Bracco Atletica, e dal direttore della Rosea Stefano Barigelli. “L’atletica è stata maestra di vita – le parole di Matteo Villani, anestesista-rianimatore all’ospedale di Piacenza, due volte campione italiano assoluto nei 3000 siepi – mi ha insegnato a pormi obiettivi, a lottare, a faticare”. Annalisa Malara, velocista in gioventù, oggi anestesista, ha avuto il merito di aver scoperto il primo caso di Covid, all’ospedale di Codogno: “Lo sport è la mia essenza – ha detto – ne ho praticati molti ma il mio amore resta l’atletica. Rigore, dedizione, sacrificio: non si smette mai di essere atleti, è come se ti modificasse in modo plastico il fisico e la mente”.

Alla cerimonia è intervenuto in collegamento video il presidente della FIDAL Alfio Giomi che ha sottolineato il merito dei due vincitori: “Premiare medici in prima linea è motivo di orgoglio ed emozione – le sue parole – l’atletica è l’atletica, ha personaggi che sono capaci di coniugare lo sport e la vita, e di tirare fuori il meglio di se stessi nei momenti più difficili. Il mio grazie va alla famiglia Cannavò, alla Gazzetta che dà valore a questo premio e a Franco Angelotti per il suo impegno sui campi d’atletica”. Anche il presidente del CONI Giovanni Malagò si è complimentato con Villani e Malara: “Da cittadino una sola parola: grazie. Il Paese intero è orgoglioso della vostra opera”. La moglie dello storico direttore della Gazzetta, Franca Cannavò, e il figlio Alessandro, hanno interpretato il pensiero dell’indimenticabile Candido: “Con la sua sensibilità per le campagne civili ne sarebbe stato felice – assicura Alessandro Cannavò – è un premio che ci emoziona particolarmente, in un’annata così”.
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