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ImageA Carassai il 24 ottobre presso il Risto-Pub ROUTE 66, dalle 20:30, Festa Cubana. Buffet a 5€ e musica Reggaetòn. Oggi più che mai che la paura del diverso, dei disperati in rotta di collisione sulle loro imbarcazioni con il nostro senso di sicurezza riempie le pagine dei giornali, fa piacere che in un paesino dell’entroterra Marchigiano si sperimenti, anche se in maniera divertita e inconsapevole, l’integrazione attiva, grande rimedio alla xenofobia. Nessun salotto buono, nessuna discoteca alla moda, nessun ristorante con chef di grido. A Carassai, in un ambiente “alla mano” dei giovani propongono a tutti i curiosi, alle menti più aperte e ai “fidelissimi” estimatori: “Cuba”. Una Cuba del popolo ma non populista. Il paese caraibico scuoterà e magari intrigherà i marchigiani, i palati più conservatori d’Italia, con la sua cucina semplice ma gustosa. Il sensuale reggaeton susciterà qualche protesta ma questo è un bene per un paese sonnolento come Carassai. A "la Noche de Ochùn", questo il nome della manifestazione, c’è spazio anche per la cultura e, fra l’altro, quella più popolare, viscerale e contraddittoria per un paese comunista: quella dei credi religiosi sincretisti. Fra cristianesimo e animismo tribale, la santeria cubana nasce dall’unione di elementi della religione cattolica con altri della religione tradizionale yoruba, praticata dagli schiavi africani e dai loro discendenti. Il termine "santeria" è in realtà un termine dispregiativo degli spagnoli, i praticanti preferiscono Lukumi o Regla de Ocha, che nasce dalla disapprovazione per quella che a loro cattolicissimi occhi pareva una eccessiva devozione ai santi da parte dei loro schiavi che andavano in questo modo a non comprendere il ruolo principale di Dio. Gli schiavi, però, stavano facendo altro, aggiravano la proibizione tassativa, pena la morte, di praticare le proprie religioni animiste portate con loro dall'Africa occidentale. La Santeria fu la soluzione per aggirare questo divieto e cioè di celare, nel vero senso della parola, dietro l'iconografia cattolica i loro Dei così da essere liberi di adorarli senza incorrere alla crudeltà dell'oppressore. In tal modo i dominatori spagnoli pensarono che gli schiavi, da buoni cristiani, stessero pregando i santi quando in realtà stavano di fatto conservando le loro fedi tradizionali. La festa è dedicata non a caso ad Ochun che è la Santa patrona di Cuba e viene anche chiamata con il nome di “Vergine della carità del Cobra”. Oshun, chiamata anche Caridad, Oxum, Ochùn, Oxum o Osun, è parte della mitologia Yoruba e ed è un’Orisha. Sebbene sia la più giovane tra le Orisha femminili, ha meritato il titolo di Iyalode o Grande Regina del cielo, ed è così che viene rappresentata nella mente dei cubani, che hanno nei suoi confronti una profonda devozione. La più bella tra le belle, Oshun è Dea d’amore e della femminilità e viene rappresentata come una splendida giovane mulatta, sempre allegra e sorridente, amante della danza, e delle feste, ove si reca sempre accompagnata dal suono dei suoi campanelli. Non è questa l’immagine che abbiamo e vogliamo mantenere di Cuba? FESTA CUBANA al RistoPub ROUTE66 di Carassai. Cena a buffet a soli 5€ con: CONGRI – riso e fagioli + POLLO FRITTO + CHICHARRITA – banana fritta + ENSALADA DE AGUACATE + PEPINO + TOMATE + Insalata di avogado + CERVEZA – birra MUSICA con il DJ Umbert a base di RAGGEATON