Sport, dignità e identità: il pensiero di Francesco Ambrosio
Un’intervista intensa, autentica e profondamente umana quella realizzata con Francesco Ambrosio, presidente della FISDIR, che ha raccontato non solo la sua visione dello sport paralimpico, ma anche il suo percorso personale e il valore trasformativo dello sport nella vita delle persone con disabilità.
“Sono un operatore al servizio degli altri”
Ambrosio si definisce prima di tutto un uomo al servizio del prossimo. Da oltre 36 anni lavora presso l’Opera Don Orione di Ercolano, realtà ecclesiastica impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità.
“Sono una persona che viene dal mondo cattolico, votata all’attenzione dell’altro. Ma anche uno spirito estroverso: la vita va vissuta a pieni polmoni, nelle cose serie e in quelle leggere.”
Atleti come campioni di vita
Quando osserva un atleta in gara, il presidente non guarda solo il risultato:
“Vedo una persona che ha scelto di mettersi in gioco, di superare i propri limiti. È qualcuno che passa da una dimensione assistenziale a una sfida personale: per me è un campione.”
Una visione che ribalta il concetto comune di sport paralimpico, troppo spesso raccontato solo attraverso la lente della resilienza.
Sport paralimpico: non solo resilienza, ma eccellenza
Ambrosio è chiaro:
“Lo sport paralimpico è sport di altissimo livello. La resilienza può esserci, ma è un aspetto secondario. Qui si parla di talento, sacrificio e ricerca dell’eccellenza, come in ogni disciplina olimpica.”
“IN”: la parola che rappresenta la FISDIR
Per raccontare l’identità della federazione, Ambrosio sceglie una parola semplice ma potente: “IN”.
Inclusione
Partecipazione
Essere dentro lo sport e nei valori
“Noi siamo dentro lo sport, dentro la passione, dentro tutto ciò che è valore.”
Lo sport come progetto di vita
La FISDIR si propone come un vero e proprio progetto di vita per gli atleti.
Due i percorsi principali:
Agonistico, fatto di sacrifici e obiettivi
Promozionale, fondamentale per lo sviluppo personale
In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: un cambiamento concreto nella prospettiva di vita.
Autostima, autonomia e ruolo sociale
Lo sport diventa uno strumento potentissimo:
aumenta l’autostima
sviluppa autonomia
costruisce identità
Ambrosio racconta esempi concreti di ragazzi che, partiti da situazioni di forte fragilità, sono arrivati a competere a livello internazionale, rispettando regole e sviluppando disciplina.
“Lo sport dà loro un ruolo sociale: non sono più solo utenti di un sistema, ma atleti. E questo cambia tutto.”
La sfida: pari dignità nello sport paralimpico
Il presidente evidenzia una criticità importante:
gli atleti FISDIR, pur meritevoli, spesso non hanno accesso alle Paralimpiadi.
“Non si tratta di inclusione, ma di dignità. Lo sport deve dare a tutti le stesse opportunità di scelta.”
Il territorio come chiave di crescita
Per aumentare la partecipazione serve un lavoro capillare:
più società sportive
più presenza sul territorio
maggiore investimento istituzionale
“Oggi è tutto a macchia di leopardo: molti ragazzi devono fare chilometri per allenarsi. Così si creano barriere.”
Scuola e giovani: il futuro dello sport paralimpico
La scuola rappresenta il principale bacino di crescita:
“È lì che si può costruire davvero una cultura dello sport paralimpico e offrire opportunità concrete.”
🇮🇹 L’emozione della maglia azzurra
Ambrosio non nasconde l’emozione nel vedere gli atleti rappresentare l’Italia:
“Ogni volta che vedo la maglia azzurra mi emoziono. Ancora di più se a indossarla sono i nostri ragazzi.”
No alla pietà, sì al rispetto
Un passaggio fondamentale dell’intervista riguarda il modo in cui vengono percepiti gli atleti:
“Non vogliamo emozioni pietistiche. I nostri atleti non hanno bisogno di compassione, ma di essere riconosciuti come persone e come sportivi.”
Un messaggio forte, che invita a cambiare prospettiva culturale.
Il messaggio ai giovani
In chiusura, Ambrosio lancia un invito semplice ma potente:
“Non perdete questa meravigliosa esperienza di vita. Lo sport può cambiare la vostra prospettiva.”
L’intervista a Francesco Ambrosio restituisce un’immagine chiara: lo sport paralimpico non è un mondo “a parte”, ma è sport, punto. Un universo fatto di sacrificio, passione, identità e dignità, dove ogni atleta è prima di tutto una persona che ha scelto di mettersi in gioco.










