Sport è sport: il cuore e la visione del presidente FISPES tra emozioni, giovani e futuro

Sport è sport: il cuore e la visione del presidente FISPES tra emozioni, giovani e futuro

Nel panorama dello sport italiano, il movimento paralimpico continua a crescere, conquistando attenzione, rispetto e risultati. A raccontarlo è il presidente della FISPES, protagonista di un’intervista intensa e ricca di spunti, tra riflessioni personali e visione strategica.

“Sono un uomo di Stato”

Alla domanda su come si definirebbe oggi, la risposta è netta: “Principalmente un uomo di Stato”. Un’identità costruita in oltre quarant’anni di servizio nelle forze dell’ordine, che continua a influenzare anche il suo approccio alla guida federale.

Sport paralimpico: non solo resilienza

Uno dei temi più discussi riguarda il modo in cui viene raccontato lo sport paralimpico. Spesso associato alla resilienza, per il presidente è importante fare chiarezza:
“È sport ad alto livello, esattamente come quello olimpico”.

Atleti paralimpici e olimpici condividono lo stesso percorso fatto di allenamenti duri, disciplina e sacrifici. La differenza non sta nel valore, ma nelle storie personali.

L’emozione dei grandi eventi

Le sensazioni vissute durante i Giochi Paralimpici Invernali 2026 sono difficili da descrivere: l’ingresso degli atleti italiani, avvolti dal tricolore, rappresenta uno dei momenti più intensi per chi vive lo sport dall’interno.

Un’emozione rara, che lascia il segno.

La crescita del movimento

Negli ultimi anni, lo sport paralimpico ha conquistato sempre più spazio nei media. Secondo il presidente, il cambiamento non è solo culturale:
la vera svolta è arrivata grazie alla capacità delle istituzioni di far conoscere questo mondo.

Un universo che esisteva già, ma che oggi è finalmente visibile.

L’atleta è atleta

Un concetto emerge con forza: non esiste una vera distinzione tra atleta olimpico e paralimpico.

Entrambi seguono regole ferree: allenamento quotidiano, cura del corpo, alimentazione e riposo. Il risultato è lo stesso: performance di altissimo livello.

Lo sport, in fondo, parla un linguaggio universale.

Le storie che contano

Tra le tante esperienze, una in particolare ha colpito il presidente: quella di Beppe Omele.

Una storia che va oltre i risultati, fatta di forza mentale, positività e voglia di vivere. Un esempio concreto di cosa significhi essere davvero un atleta.

Il valore del percorso

Le medaglie non si vincono il giorno della gara, ma nei mesi e negli anni di preparazione.

Allenamento, sacrificio e stile di vita sono i veri protagonisti del successo sportivo. La competizione è solo il momento finale, quello in cui si raccoglie quanto costruito.

Giovani e famiglie: un nodo da sciogliere

Se i giovani mostrano entusiasmo verso lo sport, spesso le resistenze arrivano dalle famiglie.

Secondo il presidente, è proprio qui che bisogna intervenire: abbattere le barriere culturali e far comprendere che la disabilità non è un limite, ma una caratteristica.

Lo sport diventa così uno strumento fondamentale di inclusione.

Progetti e orgoglio

Tra le iniziative più significative spicca “Formazione del talento”, progetto recente che ha già coinvolto quasi 100 giovani con disabilità.

Un risultato importante, reso possibile anche grazie a collaborazioni strategiche e alla volontà di investire sul futuro.

Il ruolo del Comitato Italiano Paralimpico

Fondamentale la sinergia con il CIP, che grazie alla sua presenza capillare sul territorio permette di raggiungere un numero sempre maggiore di giovani e promuovere lo sport in tutta Italia.

La sfida degli impianti

Tra i principali ostacoli resta quello delle infrastrutture sportive.

L’Italia eccelle nei risultati, ma soffre ancora per la carenza di impianti adeguati. Una criticità che limita l’accesso allo sport, soprattutto per chi vive lontano dai grandi centri.

Guardando al futuro

Gli obiettivi sono chiari:

  • aumentare il numero di atleti

  • far crescere le società sportive

  • migliorare le strutture

  • continuare a vincere a livello internazionale

Ma soprattutto, rendere lo sport accessibile a tutti.

Il messaggio finale

A chi si avvicina allo sport, il consiglio è semplice:
divertirsi, muoversi, vivere lo sport con passione.

Perché, come ribadito più volte nel corso dell’intervista, esiste una sola verità:

lo sport è sport.