Subbuteo

Calcio da tavolo Subbuteo, l’Ascoli torna in A Dominato il campionato di serie B Bene il Picchio nel torneo di C

Con un campionato strepitoso e oltre ogni aspettativa, il Subbuteo Club Ascoli ha riconquistato la serie A di Calcio da tavolo Subbuteo. I bianconeri hanno chiuso al primo posto il torneo di B, collezionando la bellezza di 73 punti: 24 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, ben quindici lunghezze di vantaggio sul Cct Roma che poi ha perso la sfida playoff contro Bagheria.

L’Ascoli torna in massima divisione dopo una sola stagione di serie B. La formazione picena non era retrocessa sul campo, ma aveva rinunciato alla massima serie nel periodo più intenso della pandemia Covid. In quei giorni il movimento nazionale si divise: da una parte i club che volevano giocare a tutti i costi, nonostante i rischi per la salute; dall’altra quelli che preferivano rinviare il campionato. L’Ascoli fece parte di questo secondo gruppo. Qualche tesserato dell’altro fronte sostenne che per l’Ascoli la vera motivazione per non giocare, era il timore di retrocedere. Il club bianconero decise quindi di rinunciare alla serie A per zittire le malelingue, serie A che si è ripreso con un campionato pazzesco, dominato a suon di gol. 

Paolo Finardi, Stefano Flamini, Marco Perazzo, Fayçal Rouis, Massimiliano Schiavone e Augusto Vagnoni, guidati dal capitano non giocatore Giuseppe Silvestri, hanno collezionato 12 vittorie e una sconfitta nel girone di andata e altrettanti successi e un pareggio in quello di ritorno. L’Ascoli, dunque, torna nel campionato più importante del mondo entrando dalla porta principale, applaudito a scena aperta.

Splendido anche il torneo disputato dalla squadra filiale, il Picchio. Alan Bianchi, Luca Ciabattoni, Antonio Fucci, Alessandro Migliori, Giancarlo Silvestri e Pietro Troiani hanno chiuso al quinto posto con 39 punti, appena sei in meno rispetto alla seconda posizione che avrebbe permesso loro di disputare i playoff per la Serie B.

Il Subbuteo Club Ascoli ha dedicato la promozione a Roberto Iacovich, bianconero scomparso dodici anni fa a causa di un infarto (a soli 42 anni) e a tutte le vittime del Covid.