Comunanza, c’è tanta amarezza dopo la retrocessione. Il futuro?

Dopo la retrocessione in Prima categoria, il Comunanza pronto a voltare pagina. Si respira un’aria non certo salubre nel capoluogo dei Sibillini. Amarezza, delusione, qualche rimpianto su quello che poteva essere, ma non è stato. Nella salvezza della squadra, i tifosi ci hanno creduto fino all’ultimo, visto che per un intero girone si parlava di play off, ma come già noto, così non è stato. Normale, quindi, che a qualcuno resti l’amaro in bocca e che si critichino comportamenti e scelte. La disamina del presidente, Fabio Mancini, d’altronde è evidente ed è giusto quando dice che per come si erano messe le cose, per salvarsi, sarebbe servita un’impresa. Il Comunanza ci ha provato. Chi è sceso in campo ha dato l’anima, ma non è bastato. Resta comunque il dato degli errori arbitrali che hanno penalizzato non poco la compagine giallorossa. Ma c’è anche del nostro tiene a sottolineare il presidente Mancini. “Certo, retrocedere non fa piacere a nessuno. Ci stiamo organizzando, ma nel contempo stiamo valutando quelle che sono le risorse con particolare attenzione al bilancio”. Si punta sui giovani ed in particolare nel recupero di giocatori locali che chi per un motivo o chi   per altro sono approdati in altre squadre. Alla fine è il risultato che conta. Il calcio non si fa con i se o con i ma. Purtroppo, il problema salvezza era stato già compromesso con la mancanza di risultati nella seconda fase del campionato e con la serie di  problematiche venutesi a creare con gli allenatori, tanto che alla fine si sono giocati i play out senza che la squadra si avvalesse della guida tecnica. Insomma, tutta una serie di fattori che hanno contribuito, non poco, a peggiorare una situazione già compromessa, come ricordato, dalla mancanza di risultati. Ora, salvo eventuale ripescaggio, ci si prepara per il campionato di Prima categoria. Il presidente ci diceva che quello di prima categoria, sarà un campionato all’insegna di particolare attenzione al bilancio e di un campionato di vertice puntando su i giovani del vivaio, visto che alcuni di loro hanno militarto in prima squadra con ottimi risultati.