L’editoriale di Gabriele Brandozzi: AUGURI CARLETTO

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Ebbi modo di conoscere l’autorevolezza da allenatore di Carlo Mazzone, durante un Ascoli-Reggina del 1972, primo anno di serie B. Carletto era stato squalificato per due turni (guarda un pò…) e seguiva la gara dal parterre, seduto, casualmente, accanto a me ed un mio amico di scuola; in quella gara affrontava una delle compagini migliori della cadetteria.

Ricordo un particolare molto significativo: a metà del secondo tempo, venne assegnato un calcio di punizione alla formazione calabrese, a 22 metri dalla porta difesa da Pier Luigi Masoni. – Tamburini talentuoso ed esperto centrocampista calabro chiede la distanza, l’ arbitro conta i nove passi e posiziona la barriera, Mazzone, mentre il direttore di gara torna verso la palla, dal parterre urla perentorio ai suoi di avanzare, la dinamica si ripete alcune volte: risultato la punizione viene battuta con la barriera a non piú di 7 metri -. Ho citato questo evento per far capire, il carattere, l’ aspetto temperamentale di un allenatore ( recordman di presenze in A) che é stato uno dei primi ad incidere con la sua forte personalità, sull’aspetto psicologico e competitivo di una compagine. Ho avuto modo di intervistare Mazzone in più’ di un occasione e dalle sue dichiarazioni é sempre emersa un analisi diretta dei fatti, priva di quelle alchimie verbali che molti tecnici adoperano coi media. Uomo vero, allenatore verace, intelligente, che ha saputo estrarre le migliori qualità’ dai suoi giocatori. Se Totti, Baggio e tanti altri, sono riusciti a imporsi sui palcoscenici calcistici internazionali, gran merito va riconosciuto proprio a Mazzone. Ascoli, da tempo immemore la “sua città”, deve molto a Carletto: senza il binomio Rozzi-Mazzone tutti i tifosi, ma anche i cittadini piceni non avrebbero mai vissuto la splendida e contagiosa epopea calcistica. Grazie Caletto e Auguri